Tutti i film italiani premiati al Festival di Cannes

L’Italia è il terzo paese ad aver vinto più Palme d’oro al festival di Cannes e il terzo, insieme al Regno Unito, per maggior numero di premi alla miglior interpretazione maschile.

Miglior Film
1946 Roma, città aperta, di Roberto Rossellini
1951 Miracolo a Milano, di Vittorio De Sica
1952 
Due soldi di speranzadi Renato Castellani
1960 – La dolce vita, di Federico Fellini
1963 
Il Gattopardo, di Luchino Visconti
1966 – 
Signore & Signori, di Pietro Germi
1967
Blow Up, di Michelangelo Antonioni
1972 
La classe operaia va in paradiso, di Pietro Germi
1972 – 
Il caso Mattei, di Francesco Rosi
1977 
Padre Padrone, dei Fratelli Taviani
1978 
L’albero degli zoccoli, di Ermanno Olmi
2001 –
La stanza del figlio, di Nanni Moretti

Gran Prix Speciale della Giuria
1970 Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, di Elio Petri
1974 
Il fiore delle Mille e una notte, di Pier Paolo Pasolini
1978 – 
Ciao maschio, di Marco Ferreri
1982
La notte di San Lorenzo, dei Fratelli Taviani
1989 – 
Nuovo Cinema Paradiso, di Giuseppe Tornatore
1992 – 
Il ladro di bambini, di Gianni Amelio
1998 –
La vita è bella, di Roberto Benigni
2008 
Gomorra, di Matteo Garrone
2012 
Reality, di Matteo Garrone
2014 
Le meraviglie, di Alice Rohrwacher

Miglior interpretazione maschile
1964 Saro Urzì per Sedotta e abbandonatadi Pietro Germi
1970Marcello Mastroianni per Dramma della gelosia – tutti i particolari in cronacadi Ettore Scola
1971 – Riccardo Cucciolla
per Sacco e Vanzettidi Giuliano Montaldo
1973 – Giancarlo Giannini
per Film d’amore e d’anarchia, di Lina Wertmuller
1975 – Vittorio Gassman
per Profumo di donna, di Dino Risi
1981 – Ugo Tognazzi
per La tragedia di un uomo ridicolo, di Bernardo Bertolucci
1983
– Gian Maria Volonté per La morte di Mario Ricci, di Claude Goretta
1987 – Marcello Mastroianni
per Oci Ciorne, di Nikita Sergeevič Michalkov
2010 – Elio Germano
per La nostra vita, di Daniele Luchetti
2018 – Marcello Fonte
per Dogman, di Matteo Garrone

Miglior interpretazione femminile
1949 – Isa Miranda per Le mura di Malapaga, di René Clément
1957 – Giulietta Masina per Le notti di Cabiria, di Federico Fellini
1961 – Sophia Loren per La ciociara, di Vittorio De Sica
1970 – Ottavia Piccolo per Metello, di Mauro Bolognini
1994 – Virna Lisi per La regina Margot, di Patrice Chéreau

Miglior regista
1976 – Ettore Scola per Brutti, sporchi e cattivi
1994 – Nanni Moretti per Caro diario

Miglior sceneggiatura
1952 – Pietro Tellini per Guardie e ladri
1958 – Pier Paolo Pasolini, Massimo Franciosa e Pasquale Festa Campanile per Giovani mariti
1967 – Elio Petri per A ciascuno il suo
1980 – Ettore Scola, Agenore Incrocci e Furio Scarpelli per La terrazza
1984 – Tonino Guerra (con Theodoros Angelopoulos e Thanassis Valtinos) per Viaggio a Cytera
2018 – Alice Rohrwacher per Lazzaro Felice

Premio della giuria
1955 – Continente perduto, di Enrico Gras, Giorgio Moser e Leonardo Bonzi
1960 – L’avventura, di Michelangelo Antonioni
1962 – L’eclisse, di Michelangelo Antonioni
2008 – Il Divo, di Paolo Sorrentino

Illustrazione: Jean-Michel tixier

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Presidenti della Repubblica che si sono rifiutati di nominare un ministro negli ultimi 25 anni

1994
Il Presidente Scalfari si oppose alla nomina di Cesare Previti come Ministro della Giustizia.
Berlusconi ottenne allora che Previti fosse Ministro della Difesa.

2001
Il Presidente Ciampi si oppose alla nomina di Roberto Maroni come Ministro della Giustizia.
Berlusconi scelse allora Roberto Castelli. Maroni finì al Lavoro.

2014
Il Presidente Napolitano si oppose alla nomina di Nicola Grattieri come Ministro della Giustizia.
Renzi scelse allora Andrea Orlando.

2018
Il presidente Mattarella si oppone alla nomina di Paolo Savona come Ministro dell’Economia.
Salvini, in rappresentanza della Lega, piuttosto che proporre un’alternativa decide di togliere il sostegno al governo.

Illustrazione: Milko Marinov

Fonte: Il Post

È giusto dire che il presidente Mattarella ha impedito la formazione di un governo Lega-M5S?

No. Il Presidente della Repubblica Mattarella ha detto di no solo alla nomina di Paolo Savona a ministro dell’economia. Per chiarire che non si trattava di un veto politico contro la Lega, si è detto disposto ad accettare come alternativa il braccio destro di Salvini: Giorgetti.
La Lega si è impuntata: senza Savona ha deciso di togliere l’appoggio al governo.
Tecnicamente, quindi, ad impedire la formazione del governo è stata la Lega.

Illustrazione di Steven Wisdom

È vero che la maggioranza degli Italiani, votando Lega-M5S, ha votato per uscire dall’euro?

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No.

Sia per una questione matematica (sommando i voti ricevuti da M5S e Lega non si arriva nemmeno a 40.000 voti. Gli Italiani sono più di 60 milioni. Dire quindi “la maggioranza degli italiani” è fuorviante).

Sia perché durante la campagna elettorale (sia del Movimento 5 Stelle sia della Lega) non si è mai parlato veramente di un’uscita dall’euro. Anzi i toni su questo tema sono stati molto smorzati. Quindi è molto probabile che chi abbia votato uno dei due partiti non lo abbia fatto per uscire dall’euro, e che anzi nemmeno sapesse di questa possibilità.

Illustrazione di Ilaria Perversi

Fonti: Risultati Elezioni 2018

Che cosa causa l’odore della pioggia?

Il profumo della pioggia è stato chiamato Petricore, ed è dovuto in gran parte all’odore dell’ozono.
A questo si unisce la geosmina (un composto organico il cui odore cresce all’aumento dell’umidità dell’aria, e che restituisce la tipica fragranza di terriccio bagnato) e agli oli e alle resine prodotti dalle piante, che viaggiano più facilmente con l’aumento dell’umidità prodotta dalla pioggia.

Fonte: Il Post

Illustrazioni di MUTI